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Induvation tra gli speaker della terza edizione di “Magazzino Efficace”. Un riepilogo dell'evento in "il Giornale della Logistica"

"Quando un convegno si traduce in esempi pratici, riflessioni concrete, strategie mirate. Il merito? Dei relatori che, ogni giorno, vivono la logistica e i suoi problemi scoprendone l’intrinseca bellezza e le grandi opportunità."

Estratto dell'articolo (Intervento Jan-Jürgen Bredereck, AD Induvation): 

Jan-Jürgen Bredereck […] "ha proposto di applicare la filosofia lean al magazzino. Per farlo, occorre allinearsi con il Mantra del lean, ossia con il concetto di miglioramento continuo, il quale prevede un circolo virtuoso in cui quattro fasi - e cioè pianificare - fare - verificare - agire - si susseguono all’infinito (ciclo di Deming o ciclo di PDCA, plan-do-checkact). Il che è in linea anche con la filosofia Kaizen, neologismo giapponese che significa passare dal buono al meglio, migliorando costantemente a piccoli passi. «Per adottare la lean warehouse - ha chiarito Bredereck - occorre abbattere le tre Mu giapponesi, Muda (sprechi), Muri (sovraccarichi) e Mura (squilibri)». Come? Attraverso la rielaborazione continua dei processi adattando il sistema alle nuove richieste. Per prima cosa, però, occorre analizzare la situazione di partenza mappando i flussi, identificando gli sprechi, rilevando il valore reale del magazzino. «Si può iniziare con una Gemba Walk - ha fatto notare - ossia con una passeggiata strutturata e ragionata nel magazzino e poi si possono applicare le tecniche dei “5 perché” e dei “7 sprechi”» Chiedendosi 5 volte il perché di un accadimento si scopre infatti la causa del problema, mentre evitando la sovrapproduzione, riducendo i tempi morti, ridimensionando le scorte, ottimizzando movimenti e trasporti, monitorando i processi e prestando attenzione agli eventuali difetti, si eliminano, o per lo meno si tamponano, importanti emorragie di denaro. Sprechi, appunto. Tradotta in modello, la filosofia lean applicata al magazzino dovrebbe rispondere a un altro approccio giapponese, quello delle “5 S” (seiri, seiton, seiso, seiketsu e shitsuke): scartare ciò che non è funzionale all’attività, sistemare e pulire - perché un ambiente ordinato non nasconde le inefficienze -, standardizzare procedure e metodologie e diffondere il nuovo approccio. Un aspetto importante è proprio l’ultimo punto, e cioè la diffusione urbi et orbi della nuova filosofia. «Occorre una buona combinazione degli approcci top down e bottom up - ha concluso Bredereck -: il manager deve avere la visione e deve diffonderla, ma non può omettere di ascoltare la base»."

Estratto dell'articolo (Intervento Dario Favaretto, Partner Induvation e CEO MLC): "Non seguono evidentemente gli approcci di cui sopra i magazzini disordinati e mal gestiti menzionati da Dario Favaretto, Founder- CEO Multilevel Consulting, che ha esordito: «Entro in alcune aziende e vorrei urlare: mi state rubando il sogno del magazzino ideale». «Magazzino efficace sì, ma anche efficiente - ha poi puntualizzato -. Sono due termini simbiotici, non sinonimi: efficace significa raggiungere l’obiettivo, efficiente significa farlo con il minor spreco di risorse». E non sprecare risorse significa anche distinguere tra labor e opus: «Non si deve gestire il lavoro che si è autogenerato per mancanza di efficienza ed efficacia (labor), ma occorre lavorare a regola d’arte (opus): il magazzino deve essere una risorsa, non un problema». Ha quindi introdotto un altro concetto chiave, quello del fattore H, Human factor: «Nell’industry 4.0 il fattore umano è determinante, altrimenti la sfida uomomacchina è persa in partenza: il magazzino non è dei magazzinieri, ma è anche dell’azienda, dei clienti e dei fornitori». Sempre in tema di efficienza, due spunti di riflessione. Il primo: la logistica non è solo per grandi, anche perché il tessuto aziendale italiano è formato per il 93 per cento da micro e piccole aziende. Il secondo: diffidare die magazzini vuoti, ma anche die magazzini troppo pieni, la saturazione deve essere tra il 70 e l’80 per cento. E pertanto i prodotti obsoleti devono essere eliminati,
il magazzino non è una cantina. «L’obiettivo - ha concluso - è valorizzare il ROI, ma senza Numeri non lo si può fare: misuriamo quello che è misurabile, rendiamo misurabile quello che non lo è». E si ritorna ai KPI, ai numeri pochi ma buoni, al cruscotto."